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Olbia 24notizieolbiaSaluteSanità › Chiusura Punto Nascite a Tempio: protesta Fiu
S.A. 29 dicembre 2014
Le proteste degli indipendentisti sulla paventata chiusura del reparto a Tempio Pausania sotto del limite ministeriale delle 500 nascite
Chiusura Punto Nascite a Tempio: protesta Fiu


TEMPIO PAUSANIA - Fronte Indipendentista Unidu non ci sta alla paventata chiusura del Punto Nascite per l'ospedale Paolo Dettori di Tempio Pausania (non l'unico a rischio in Sardegna): «la disciplina italiana applicata è calibrata principalmente su parametri di una realtà socioeconomica, quella italiana appunto, profondamente differente da quella sarda» tuonano gli indipendentisti. «I fattori demografici e territoriali (bassa densità di popolazione e morfologia irregolare) hanno spinto in questi anni a concedere numerose proroghe in quanto, all'atto pratico, le previsioni romane si mostravano totalmente fuori scala rispetto alla realtà e alle necessità sarde e creavano difficoltà evidenti nella gestione dei servizi» proseguono.

Nel caso dell'ospedale Paolo Dettori, ad esempio, queste incongruenze emergono chiaramente secondo Fiu. I 350 parti l'anno nella città di Tempio sono inferiori ai criteri italiani. La differenza è che Tempio Pausania, capoluogo dell'ex provincia Olbia-Tempio, rappresenta il centro dell'Alta Gallura e lo ha storicamente rappresentato per la funzione di fulcro sul quale ruota la vita delle comunità, dalle scuole alla sanità, dall'industria manifatturiera all'agroalimentare, dall'artigianato al turismo, consolidando nel corso dei decenni un alto livello di qualità della vita per un'ambito esteso per quanto scarsamento popolato.

L'area comprende infatti, oltre Tempio Pausania, le popolazioni di Luras, Calangianus, Aggius, Bortigiadas, Badesi, Luogosanto, Trinità d'Agultu, Aglientu. L'area, oltretutto, coincide per la quasi totalità con l'Unione dei Comuni Alta Gallura, l'Unione dei Comuni più estesa nell'attuale organizzazione italiana dell'associazionismo comunale.
Va ricordata la condizione infastrutturale nella quale versa l'Alta Gallura e il fatto che Tempio Pausania continua ad essere tra i primi 18 centri della Sardigna. In totale in Sardigna si contano circa 13.000 nati, di cui 350 circa a Tempio Pausania. Il distretto sanitario di Tempio, a sua volta, riunisce solamente 30.000 residenti su una popolazione totale di 1,6 milioni, attraendo, sul lato nascite, utenti da altre Asl, in particolare da quella sassarese.

Per questo il Fronte Indipendentista Unidu «si oppone con forza all’applicazione di tale provvedimento sia a Tempio Pausania che nelle altre zone della Sardigna. Detto provvedimento porterebbe alla desertificazione dei territori e all'impoverimento delle nostre comunità, la cui importanza non è sicuramente quantificabile in termini di numero di abitanti rispetto al centro o meridione d'Italia». «Ricordiamo - concludono da Fiu - che spostare servizi fondamentali come ospedali, centri di degenza, scuole e poste non fa che impoverire la realtà sociale e economica dei nostri centri, i quali nel corso del tempo stanno divenendo i dormitori di chi ancora riesce a spostarsi per questioni di lavoro. Il tutto danneggia irrimediabilmente quel rapporto tra popolazione e territorio che da sempre salvaguarda la nostra cultura e il nostro essere popolo. E' il caso di ragionare in Sardegna e per la Sardegna».
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