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Olbia 24notizieolbiaPoliticaSanità › Ex San Raffaele, è scontro politico per l'accordo sui terreni
S.A. 22 ottobre 2014
Polemiche tra maggioranza e opposizione sullo stallo nella trattativa per la cessione dell´ex ospedale San Raffaele di Olbia, dopo il via libera delle banche per l´acquisto dell´edificio da parte della Qatar Foundation Endowment
Ex San Raffaele, è scontro politico per l'accordo sui terreni


OLBIA - Ancora polemiche tra maggioranza e opposizione sullo stallo nella trattativa per la cessione dell'ex ospedale San Raffaele di Olbia, dopo il via libera delle banche per l'acquisto dell'edificio da parte della Qatar Foundation Endowment che dovrebbe realizzare, con un investimento di circa 1,2 miliardo di euro, il polo di eccellenza con 242 posti a partire dal 2016. Dissidi che arrivano alla vigilia dell'incontro a Palazzo Chigi tra il ceo della Qfe, Rashid Al Naimi, e il sottosegretario della presidenza del Consiglio Graziano Del Rio, che giovedì dovrà dare una risposta definitiva sul progetto. Altrimenti gli investitori qatarini lasceranno l'Italia.

Dedoni dei Riformatori ha chiesto alla giunta regionale «un intervento risolutore nei confronti dei curatori fallimentari, con cui pare non si riesca a trovare un accordo sul prezzo da stabilire per la cessione dei terreni circostanti lo stabile di Olbia. Invece, in viale Trento tutto tace». E poi ancora l'ex governatore Cappellacci che attacca senza mezzi termini: «Arru non ha compreso il ruolo che gli è stato assegnato in Giunta, che non certo quello del burocrate, oppure sta volontariamente mandando all’aria il progetto San Raffaele, che dà molto fastidio ad un fronte della conservazione bene individuato o bene individuabile. Oppure, peggio ancora, si sommano incapacità e volontà».

Immediata la replica dell'assessore della Sanità Luigi Arru: «chi parla di interventi risolutori da parte della Regione non conosce le norme di legge, la Regione infatti - spiega - non ha alcuna competenza sui curatori fallimentari». A sostenere l'operato di Regione e Governo il senatore sardo del Pd Silvio Lai: «diventa davvero preoccupante questo tentativo di attribuire alle istituzioni regionali, che devono essere regolatrici e garanti, la responsabilità di fare pressioni improprie nei confronti di chi ha compiti dettati dal codice civile, non solo da leggi ordinarie».
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