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S.A. 14 ottobre 2014
In attesa dell´altro vertice fissato a Roma il prossimo venerdì, il sindacato si rivolge all´europarlamentare sardo Renato Soru, in corsa per la segreteria regionale del Pd. La lettera integrale
I Cassintegrati Meridiana scrivono a Renato Soru


OLBIA - La vertenza Meridiana con il piano di esuberi da 1600 posti aumenta la preoccupazione dei lavoratori e dei sindacati che in attesa dell'altro vertice fissato a Roma il prossimo venerdì [LEGGI], si rivolgono all'europarlamentare sardo Renato Soru, in corsa per la segreteria regionale del Pd. Di seguito la lettera integrale firmata da Ali Cassintegrati Meridiana

Gent.le On.le Renato Soru,

la Vertenza Meridiana - della quale Lei aveva promesso di occuparsi durante la recente campagna elettorale per le elezioni europee - origina dalla crisi aziendale più grave dell'intera storia della Sardegna. Meridiana infatti, qualora i piani aziendali dovessero essere confermati, si appresta ad effettuare il più imponente licenziamento di massa della storia della nostra isola. 1650 famiglie - di cui più di 850 sarde - perderanno la propria fonte di reddito. Considerando anche l'impatto sull'indotto, la mattanza sociale annunciata, potrebbe assestare il colpo di grazia alla nostra regione, già all'ultimo posto in Italia e tra le ultime in Europa per occupazione. Una delle cause di tale disastro aziendale va certamente ricercata in un "buco gestionale" dell'azienda che in un decennio ha visto avvicendarsi ben sei amministratori delegati. Ma la concorrenza sleale sofferta dalla nostra azienda determinata dal fiume di denaro pubblico erogato dalla Regione Sardegna (oltre che da moltissime altre Regioni italiane) in favore dei vettori low cost stranieri, è la causa primaria a cui va ascritto il disastro industriale di Meridiana e dell'intera industria italiana del trasporto aereo - un tempo fiore all'occhiello e ambasciatrice nel mondo del made in Italy - ora relegata ad un misero 38% del proprio mercato (negli altri paesi europei le proporzioni sono opposte). Negli ultimi dieci anni le compagnie aeree c.d. low cost che operano in Italia, imbottite di denaro pubblico, hanno ulteriormente beneficiato di un cuneo fiscale (fisco e previdenza) più vantaggioso rispetto alle aziende italiane. Praticamente come se, in una sorta di assistenzialismo al contrario, il Governo Italiano finanziasse una campagna di rottamazione solo per Volskwagen, BMW, Peugeot ecc. ma escludendo deliberatamente Fiat e Alfa Romeo. Decine di compagnie aeree italiane sono fallite negli ultimi anni a causa di ciò. La stessa Alitalia, fallita due volte, ora è in mano agli arabi di Etihad. A questo mostruoso stato di cose è conseguito il licenziamento di decine di migliaia di Lavoratori italiani qualificatissimi del settore del trasporto aereo ai quali si aggiungeranno, a breve, altri 1650 lavoratori della prima azienda sarda e seconda (e ormai ultima) compagnia aerea italiana. In questo desolante quadro si colloca l'assurda posizione della Regione Sardegna la quale, nonostante le nuove norme dell'UE impongano ora il bando pubblico e quindi una regolare gara per l'accesso ai contributi per il settore del trasporto aereo, ha dichiarato incredibilmente che i contributi alle low cost saranno ancora assicurati per il tramite dell'Assessorato al Turismo il quale intende continuare a foraggiare tali aziende straniere finanziandole con campagne pubblicitarie, tanto improbabili quanto pretestuose, effettuate nei siti internet di quelle stesse compagnie. Ciò avverrebbe sostanzialmente aggirando le nuove normative comunitarie tese ad eliminare la concorrenza sleale da parte delle low cost che, così "dopate", nell'ultimo decennio sono diventate dei colossi, distruggendo in Italia (unico caso in Europa) le compagnie nazionali. Come se tutto ciò non bastasse, c'è un'altro grave motivo di doglianza nella gestione della crisi della compagnia sarda:
Meridiana è stata spogliata dei propri voli sino a ieri operati da personale prevalentemente sardo. Tali voli sono stati spostati nella controllata (al 100%) Air Italy acquistata appositamente.
Ad Air Italy, basata a Malpensa è stato pure trasferito il marchio Meridiana. Inoltre, la procedura di mobilità appena annunciata dal Gruppo esclude dai licenziamenti il personale tutto lombardo di Air Italy. Personale che, con anzianità aziendale nettamente inferiore, sta sostituendo i lavoratori della VERA Meridiana i quali, in conseguenza di ciò, andranno ad ingrossare le fila dei disoccupati sardi
Quanto sopra conferma che in Meridiana si sta tentando un pericoloso esperimento senza precedenti nella gestione delle crisi aziendali. Un esperimento di delocalizzazione non, come sinora avvenuto, verso la Cina o la Romania, ma all'interno degli stessi confini nazionali, con dumping sociale interno a spese della regione più povera d'Italia e dei lavoratori sardi più anziani e residenti in un territorio privo di reali possibilità di ricollocamento. Tutto ciò col falso pretesto che il personale di Meridiana costi di più ed abbia una normativa di impiego più rigida della controllata Air Italy. La verità è invece un'altra: i sindacati hanno già accordato tutte le riduzioni del costo del lavoro sinora richieste e oggi sono ancora disponibili a concedere ulteriori riduzioni. Inoltre in Meridiana, applicandosi la normativa europea (F.T.L.), la flessibilità di impiego degli equipaggi è già ai livelli massimi legali. Per tutto quanto sopra esposto, On.le Soru, le chiediamo in virtù della sua vicinanza politica alla Giunta Regionale sarda oltre che al Governo Nazionale (unico attore che può realmente evitare la mattanza sociale in corso in Sardegna) e, soprattutto, in virtù del suo attuale mandato nel Parlamento Europeo fonte della nuova normativa che vieta il sostegno economico a vettori aerei in difetto di bando di gara, la invitiamo ad incontrare il Lavoratori riuniti nei presidi aeroportuali di Olbia, sede della compagnia aerea, al fine di ascoltarli e offrire il supporto promesso per una positiva soluzione della vertenza
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