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Daria Chiappe 4 settembre 2014
“Memento”, il titolo dello spettacolo di danza attraverso il quale quest’anno il paese di San Pantaleo ha voluto ricordare le vittime dell’incendio del 1989. Sul palcoscenico stelle della danza del calibro di Matteo Bittante e Gilda Gelati
Tiepidi applausi a San Pantaleo per Memento


SAN PANTALEO - Centinaia di persone incitanti, in attesa di ammirare ancora una volta la Grande Danza di San Pantaleo e i suoi noti ballerini. Questo lo scenario iniziale di “Memento”, lo spettacolo di danza commemorativo delle 13 vittime dell’incendio dell’1989 andato in scena venerdì scorso (29 agosto), realizzato appositamente per il venticinquesimo anniversario della tragedia, dal coreografo e ballerino Matteo Bittante. Un connubio tra musica, poesia e danza, creato per riportare alla mente, attraverso il potere comunicativo di più arti, l’atrocità delle emozioni provate anni addietro dalle vittime del rogo.

Emozioni trasmesse al pubblico specie attraverso le espressioni dei volti, sofferenti e inquieti, e i suoni emessi da un pianista sul palcoscenico, talvolta dolci e dal ritmo lento, talvolta forti e frenetici, capaci di riprodurre la quiete prima della tempesta. Ma anche attraverso le parole di Pablo Neruda, proiettate su di un telo bianco retto da due danzatori, giunte per interrompere e completare una danza, forse di per sé insufficiente a raccontare e ricordare. A parte infatti il più coinvolgente pezzetto di danza contemporanea a quattro, eseguito dai giovani Alice Carrino, Lara Viscuso (indossanti una lunga gonna bianca e una morbida maglia verde), Fabrizio Calanna e Cristian Cucco, gli altri momenti si sono caratterizzati più per la teatralità che per la danza, protagonista di performance slegate tra loro e un po’sottotono.

Questo, è stato forse il risultato dei problemi riscontrati quest’anno dalle varie figure ed Enti organizzativi che, tra le altre cose, si sono trovati costretti a trasferire all’ultimo momento il palco e tutta la strumentazione da una estremità all’altra della piazza, oltre che a rivedere l’intera disposizione della platea, con serie conseguenze sulla visione. Come se non bastasse l’umidità, nemica dei ballerini, si è aggiunta in tarda serata ai precedenti imprevisti, che hanno portato a posticipare di mezz'ora l’inizio dello spettacolo previsto alle 21.30. Intoppi, insomma, che non sono passati inosservati ad un pubblico pieno di aspettative, ritrovatosi poi ad applaudire tiepidamente, tuttavia consapevole dell’abilità dei danzatori esibitisi, dell’eleganza e della preparazione tecnica di Gilda Gelati, prima ballerina della Teatro alla Scala di Milano e quindi desideroso di rimmergersi anche il prossimo anno nella cornice travagliata, artistica e suggestiva di San Pantaleo.
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