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Olbia 24notizieolbiaPoliticaOpere › Lavori post alluvione ad Olbia: Giovannelli scrive a Renzi
A.B. 18 agosto 2014
La missiva del primo cittadino di Olbia è stata inviata anche al presidente della Regione Pigliaru, al prefetto di Sassari Mulas, agli assessori regionali Maninchedda e Spano, al presidente della Direzione Generale della protezione Civile Nudda, alla Direzione Generale dell’Adis ed al Genio Civile per illustrare le istanze promosse dall’Amministrazione Comunale in merito alle opere di mitigazione del rischio idrogeologico
Lavori post alluvione ad Olbia: Giovannelli scrive a Renzi


OLBIA – Il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli ha inviato una lettera al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru, al prefetto di Sassari Salvatore Mulas, agli assessori regionali Paolo Maninchedda (Lavori pubblici) e Donatella Spano (Difesa dell’ambiente), al presidente della Direzione Generale della protezione Civile Mario Graziano Nudda, alla Direzione Generale dell’Adis-Agenzia Regionale del Distretto idrografico della Sardegna ed al Genio Civile per illustrare le istanze promosse dall’Amministrazione Comunale in merito alle opere di mitigazione del rischio idrogeologico.

Giovannelli ricorda come, dopo l’alluvione «del 18 novembre 2013 e per tutto il periodo successivo, questa Amministrazione, coadiuvata da tutte le Istituzioni competenti nonché dalle associazioni di volontariato e da privati cittadini, ha profuso un impegno straordinario per ritornare celermente alla propria “normalità”». Tralasciando i problemi che resteranno nella memoria dei galluresi, «la drammatica alluvione del 18 novembre pareva quantomeno avere confermato l’intendimento da parte di tutte le Istituzioni competenti (Stato, Regione, Comune) di procedere senza indugio alla realizzazione delle opere utili alla messa in sicurezza della città di Olbia rispetto al grave rischio idrogeologico. Tutti i rappresentanti istituzionali che si sono succeduti nel periodo post alluvione, infatti, hanno dichiarato un particolare interesse per il “caso Olbia” e si sono impegnati solennemente per la risoluzione del grave pericolo incombente sulla città». Per questo, il Comune sottolinea l’attività portata avanti, che «per la mitigazione del grave rischio ambientale esistente (…) per le opere di somma urgenza, ivi comprese quelle destinate all’assistenza della popolazione colpita dall’alluvione e al ripristino del reticolo stradale, ammontano a 12847612,74euro».

Le cifre degli interventi. Giovannelli sottolinea «l’esecuzione di opere di somma urgenza per evitare di giungere impreparati alla stagione delle piogge che, a titolo esemplificativo e non esaustivo, possono essere così riassunte: la disostruzione dei canali per i quali la struttura commissariale ha destinatola somma complessiva di 260milioni di euro; il ripristino e la razionalizzazione delle condotte per acque bianche in zona Baratta per le quali la struttura commissariale ha destinato la somma complessiva di 450milioni di euro; il ripristino degli argini del Rio Seligheddu per i quali la struttura commissariale ha destinato la somma complessiva di 800mila euro; le opere di primo intervento sul Rio San Giovanni a seguito dello sversamento di olio combustibile causato da una azienda di produzione di conglomerati bituminosi investita dalla piena del rio; tale attività di primo intervento è stata finanziata dalla struttura commissariale e alla Provincia di Olbia-Tempio ma, ad oggi, è bene sottolinearlo, non sono ancora state stanziate le risorse necessarie per la bonifica. Di tali stanziamenti pari a 12847612,74euro, soltanto la somma di 6432647,15euro è stata riconosciuta dal commissario regionale come dovuta all’Ente scrivente, mentre soltanto l’importo di 322865,26euro è stato ad oggi effettivamente liquidato. In merito agli interventi di ripristino delle opere danneggiate e della messa in sicurezza, il Comune di Olbia, inoltre, ha individuato una serie di interventi prioritari ed urgenti, alcuni dei quali relativi ai canali cittadini: sono stati predisposti, ad esempio, i progetti per il ripristino e la messa in sicurezza dei canali Selugheddu, Gadduresu e San Nicola, per la cui attuazione è necessaria una somma di 2500mila euro circa». Questi progetti, assieme alla richiesta di finanziamento, sono stati trasmetti ad aprile all’Assessorato Regionale dei Lavori Pubblici.

Allo stato attuale, sono state ultimate la sistemazione idraulica del Rio Gadduresu a valle del sottopasso (1300mila euro) e l’esecuzione di un canale a Mare Rocce (200mila euro), mentre risultano affidati con regolare gara d’appalto: la sistemazione di un tratto del Rio San Nicola (per 1800mila euro, iniziata ad ottobre 2013 ed in fase di variante progettuale), sistemazione del Sottopasso ferroviario in Via Amba Alagi (900mila euro, opera appaltata e non iniziata, per sequestro canale e variante dei lavori da effettuare), la sistemazione del ponte su Via Gabriele D’Annunzio (281964,31euro, opera in variante a causa dell’insufficienza dei fondi) ed il rifacimento del ponte di Via Galvani sul Rio San Nicola (in corso di definitiva progettazione per un milione di euro). I progetti nono sono stati validati dall’Adis e sono stati «oggetto di estenuanti confronti tecnici tra l’Amministrazione e gli istituti deputati al rilascio delle autorizzazioni e pareri (Genio Civile e Adis) e per ultimo in data 24 marzo 2014 è stato ritrasmesso il progetto preliminare all’agenzia idrografica con le ultime modifiche richieste e li giace per le sopravvenute note direttive del Tavolo di lavoro regionale». Inoltre, alcuni finanziamenti annunciati non sono ancora prevenuti nelle tasse comunali, come il milione di euro deliberato a dicembre dalla Regione per interventi urgenti (manca la determina ed il decreto di assegnazione del 10percento delle risorse) ed il 1600mila euro della determina del dicembre 2012 (400mila euro per il 2012 e 1200mila per il 20139 per il completamento delle opere già approvate (manca l’assegnazione del 10percento dell’ultima tranche). L’esecuzione di alcune opere è stata sospesa dopo l’alluvione, perché sono state messe in discussione le originarie previsioni progettuali, imponendo la rivisitazione alla luce di uno studio approfondito del territorio dal punto di vista idrogeologico. A questo, va aggiunto anche come, dopo il passaggio del Ciclone Cleopatra, l’Autorità Giudiziaria abbia posto sotto sequestro alcuni canali, proibendo qualsiasi tipo di attività.

Nell’ultima riunione del Tavolo di Coordinamento Interassessoriale per la definizione del Piano di Assetto idrogeologico (il 6 agosto), sono state individuate due possibili tipologie di opere di mitigazione, che comprendono la realizzazione delle casse di laminazione a monte del centro abitato; la risagomatura e nuovi assetti dei corsi d’acqua che attraversano l’area urbana, comprendente anche il rifacimento dei ponti e degli attraversamenti in genere. Queste opere, sono state raggruppate in lotti a seconda della tipologia d’intervento, degli effetti idraulici sul territorio e dell’impianto sul territorio. Tirate le somme, il costo complessivo per la messa in sicurezza della città dal punto di vista dell’assetto idrogeologico, secondo il sindaco Giovannelli (che sottolinea come sia urgente intervenire nella frazione di Pittulongu), risulta pari a circa 122milioni e 600mila euro.

«Alla luce di quanto esposto, non posso esimermi dal denunciare l’inerzia dello Stato centrale e della Regione tanto rispetto alla indifferibile attività volta alla mitigazione del rischio idrogeologico incombente sulla città di Olbia quanto rispetto al ristoro dei gravi danni subiti ai cittadini, oltre 3500 tra nuclei familiari ed imprese, che hanno registrato significative perdite patrimoniali. (…) Da tempo abbiamo presentato un importante studio correlato di schede tematiche e di computo economico che, però, non ha ancora trovato un concreto canale di accoglimento. Inadeguata e perfino offensiva – sottolinea il sindaco – appare la deliberazione della Giunta Regionale, confermata definitivamente, che, su un plafond di 40milioni di euro per la mitigazione del rischio idrogeologico dell’Isola, assegna alla città di Olbia appena 3milioni di euro, mentre su un plafond di 14750mila euro (quota parte dei suddetti 40milioni euro) destinati al ripristino dei danni subiti, non assegna in forma diretta alcuna risorsa». Infatti, l’eventuale ottenimento dei fondi è subordinato ad una nuova richiesta da inoltrate alla regione solo dopo la pubblicazione di un prossimo avviso pubblico regionale. Un’altra particolarità, stando a quanto illustrato dal primo cittadino, è che, per gli interventi che la delibera regionale riconosce come criticità (una minima parte, secondo l’Amministrazione Comunale), è stata computata una necessità economica di oltre 10milioni di euro (a fronte dei 3milioni assegnati). Inoltre, «anche le uniche risorse nazionali, a valere sui fondi ministeriali per un totale di 2milioni di euro, dal Ministero dell’Ambiente,m appaiono del tutto insufficienti alle soluzioni delle diverse emergenze ambientali ancora presenti nel territorio».

Nella foto: il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli
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