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Red 6 novembre 2018
«I consiglieri di Centrodestra ritirino la firma dalla proposta di legge per la pensione complementare», A prendere posizione sono il vicecoordinatore regionale della Lega Dario Giagoni ed il coordinatore regionale Enti locali Michele Pais
Pensione complementare: «Centrodestra ritiri le firme»


ALGHERO - «I consiglieri di Centrodestra ritirino la firma dalla proposta di legge per la pensione complementare», A prendere posizione sono il vicecoordinatore regionale della Lega Dario Giagoni ed il coordinatore regionale Enti locali Michele Pais, che ritengono «che ragioni di buon senso ed opportunità ne consiglino il ritiro o, quantomeno, la radicale modifica».

E netta la posizione contraria espressa per la Lega da Giagoni e Pais, che contestano anche il momento in cui la proposta è presentata «a soli tre mesi dalle elezioni ed a conclusione di un mandato legislativo tra i peggiori che la Sardegna abbia mai conosciuto, nel quale tutte le emergenze sarde non solo non hanno trovato soluzione, ma si sono aggravate, come la disperazione dei sardi, è difficile da capire e da accettare da parte dei cittadini». I due rappresentanti non contestano il principio «in linea astratta discutibile», ma piuttosto perché da «l'impressione che l'inefficienza che ha dimostrato il Governo regionale nell'approvare leggi a favore dei cittadini, si trasformi in efficienza totale e unanime del Parlamento sardo, quando si tratta di legiferare e trovare ingenti risorse economiche nell'interesse degli stessi consiglieri regionali, foss'anche per approvare atti dovuti».

I due rappresentanti della Lega rivolgono l'appello ai consiglieri del Centrodestra, avvertendoli che si tratta «di una trappola architettata dalla pessima sinistra di governo, nella quale il Centrodestra non può e non deve cadere, prendendone le distanze o proponendo modifiche che escludano l'odiosa retroattività dalla quale derivano gli oneri finanziari, quantificati in circa 6milioni di euro - che Giagoni e Pais suggeriscono di utilizzare - in azioni concrete per la Sardegna, magari proprio a sostegno del lavoro e delle crisi aziendali aperte in tutto il territorio regionale». I due esponenti della Lega lanciano un messaggio netto ai loro alleati del Centrodestra: «Questa per il nostro movimento è una posizione irrinunciabile anche in funzione delle prossime alleanze di governo, che dovrà essere caratterizzato da principi di etica politica e giustizia sociale di cui la Lega si farà portatrice e garante nell'interesse dei sardi».
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