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Red 10 ottobre 2018
«Famiglie al centro, più sviluppo e occupazione. Con 8,2miliardi di euro facciamo crescere la Sardegna», hanno dichiarato il presidente della Regione Francesco Pigliaru e l´assessore regionale del Bilancio Raffaele Paci
«Facciamo crescere la Sardegna»


CAGLIARI - Una manovra finanziaria da 8,2miliardi di euro, che mette al centro le famiglie, progetta lo sviluppo per creare occupazione, azzera totalmente il decennale debito della sanità, protegge le fasce più deboli con il Reis ed investe fortemente sugli Enti locali anche per rilanciare le zone interne e contrastare lo spopolamento. Il tutto tenendo le tasse più basse d’Italia, quelle per le imprese (Irap) e quelle sulla persona (Irpef). In una Sardegna che conta 40mila occupati in più rispetto al 2014, con il Pil cresciuto in media dell’1,2percento all’anno fra il 2015 ed il 2017, il tasso di disoccupazione sceso al 15.8percento e settori in forte crescita come turismo, export e start up, l’ultima Finanziaria della Giunta Pigliaru vuole tirare la volata ad una ripresa che i dati confermano sempre più stabile. Approvata ieri (martedì) dalla Giunta regionale, è stata presentata oggi a Villa Devoto dal presidente Francesco Pigliaru e dall’assessore del Bilancio Raffaele Paci.

«Oggi presentiamo una Finanziaria di cui siamo davvero orgogliosi - dichiara Pigliaru - Una manovra da oltre 8miliardi in cui inclusione e sviluppo sono le due parole chiave. I cambiamenti degli ultimi decenni hanno reso in fretta obsoleti molti lavori del passato e creato lentamente nuove opportunità. Noi abbiamo piena consapevolezza delle difficoltà del momento e del ruolo della politica e portiamo in Consiglio una manovra espansiva, di forte crescita, che mette al centro le famiglie e si occupa delle fasce più deboli. Per questo, accompagniamo con politiche di inclusione chi si trova in posizione di fragilità e debolezza aumentando le risorse per le politiche sociali, confermando il Reis da 45milioni (siamo una delle prime e poche Regioni ad averlo introdotto) e le leggi di settore, e contemporaneamente incentiviamo lo sviluppo di nuove competenze investendo ulteriormente in tutta la filiera dell’istruzione, fino alla università e formazione professionale. La manovra, che azzera il debito della sanità con 600milioni, mette anche solide basi per creare sviluppo e occupazione e per far crescere ancora la Sardegna: aiutiamo le imprese ad essere innovative, lavoriamo per riformare i Centri per l’impiego, rifinanziamo il Piano Lavoras e ci occupiamo dei territori e dello spopolamento. Inoltre, rafforziamo gli interventi su infrastrutture, bonifiche, protezione del territorio, stanziamo 28milioni sulla rete del gas metano. E poi finanziamo fortemente i Comuni non solo con il Fondo unico da 600milioni, ma anche con i 50milioni per le situazioni di dissesto finanziario e i 75 della programmazione territoriale per le politiche antispopolamento nelle zone interne, garantiamo servizi ai cittadini e stipendi alle famiglie con 15milioni alle Province», conclude il governatore dell'Isola.

Tutti gli stanziamenti sono in aumento rispetto agli anni passati. Ecco il dettaglio: Istruzione e diritto allo studio 196milioni (ed ancora tanti investimenti su Iscol@, che conta già 1200 cantieri, 3mila posti di lavoro e 250milioni spesi), Cultura e Sport 99 (con risorse in aumento del 36percento), Turismo 80 (si punta soprattutto alla specializzazione dell’offerta con nuovi prodotti tematici anche per allungare la stagione turistica che mettono al centro identità e tradizione), Territorio ed edilizia abitativa 80 (oltre 30milioni sono destinati ad edilizia residenziale pubblica e locale ed a piani di edilizia economico-popolare), Ambiente 664 (tutela delle foreste, infrastrutture verdi, piano dei rifiuti), Trasporti e mobilità 671 (95 solo per viabilità e infrastrutture stradali), Politiche sociali e famiglia 382 (incremento dei fondi per disabili, malati cronici e non autosufficienti), Salute 3.736 (riorganizzazione delle cure territoriali ed attuazione della riforma della rete ospedaliera), Sviluppo economico, Competitività ed energia 189 (forti investimenti per esempio nelle aree di crisi di Sassari, Nuoro ed Ogliastra), Politiche per il lavoro e formazione 182 (cantieri comunali con i 50milioni di Lavoras e, in generale, potenziamento delle politiche per l’occupazione), Agricoltura e pesca 379milioni (particolare sostegno all’ovicaprino ed alle attività dell’Organismo interprofessionale agricolo).

«Abbiamo fatto tanto e tanto continuiamo a fare per le imprese (abbiamo diciotto bandi per un totale di 255milioni e tutte le tipologie di investimento), ci siamo occupati costantemente delle fasce più deboli e disagiate e continueremo a farlo (la politica sociale in Sardegna con 382milioni è la più finanziata d’Italia), abbiamo creato un piano per il lavoro da 128milioni senza precedenti per i disoccupati. Ora, con questa Finanziaria, vogliamo occuparci in particolare delle famiglie. Le famiglie del cosiddetto ceto medio, quello di cui mai nessuno si occupa perché appunto sta proprio nel mezzo. Abbiamo 40milioni disponibili – annuncia Paci – non li abbiamo vincolati perché vogliamo fare scelte condivise con il Consiglio ma la nostra proposta è di destinarli alle famiglie, attraverso misure ancora da definire che possono spaziare da politiche fiscali a incentivi per la natività ad aiuti per la vita di tutti i giorni soprattutto quando ci sono figli a carico, non solo piccoli. Sono sicuro che il Consiglio, al quale lasciamo anche disponibili 22milioni per il Fnol ovvero il fondo che serve a finanziare le nuove leggi, condividerà la nostra linea e insieme troveremo la miglior formula possibile. Intanto continuiamo a investire molto sulla programmazione territoriale, che stanzia 500milioni e vede coinvolti il 100percento dei Comuni che possono partecipare, con grande entusiasmo da parte dei sindaci che hanno imparato a fare rete e unire le forze per il bene del territorio: lasciamo finanziati tutti i progetti che abbiamo avviato, anche quelli che non riusciremo a chiudere. Infine, vorrei sottolineare un aspetto estremamente importante: rispetto a quando siamo arrivati abbiamo (con un duro, quotidiano lavoro) rimesso in ordine i conti pubblici, dimezzando i debiti e lasciando una situazione decisamente migliore di quella che abbiamo trovato. Non si può costruire una casa senza fondamenta solide, e oggi la Regione può contare su una base molto più affidabile per proseguire il suo operato», spiega il vicepresidente regionale.

«Grazie alla decisione di impugnare le ultime tre Finanziarie nazionali, che prevedono un ulteriore incremento degli accantonamenti, quest’anno la Regione autonoma della Sardegna riuscirà a ridurre gli accantonamenti e pagare 535milioni invece dei 684 previsti. Un risparmio che si aggira sui 500milioni nel triennio 2017-2019. La Giunta è pronta a mettere in atto ogni sua ulteriore prerogativa per difendere i diritti dei sardi, dopo il silenzio dei Governi precedenti e dell’attuale che non hanno mai risposto alle richieste della Regione di riaprire una trattativa per raggiungere un nuovo accordo su durata e cifra». «Non abbiamo avuto risposte, silenzio assoluto – conferma Paci – Di certo, non resteremo a guardare». «Al momento, dunque, lo Stato non solo non applica le sentenze della Corte Costituzionale sull’obbligo di trovare un’intesa politica fra le parti, ma ha di fatto unilateralmente modificato lo Statuto stabilendo nei fatti che nelle casse regionali debbano arrivare i 5decimi e non più i 7decimi dell’Irpef». La Finanziaria sarà ora trasmessa al Consiglio regionale, discussa in Terza commissione e poi messa all’ordine del giorno del Consiglio. Obiettivo della Giunta è approvarla entro l’anno.

Nella foto: Raffaele Paci e Francesco Pigliaru
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