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Red 8 ottobre 2018
Gli assessori regionali dell´Agricoltura Pier Luigi Caria e del Turismo, artigianato e commercio Barbara Argiolas promuovono i prodotti di qualità dell´agroalimentare sardo al mondo degli albergatori
Sardinia quality world a Porto Cervo


PORTO CERVO - Favorire ancora di più il consumo dei prodotti di eccellenza dell’agroalimentare sardo nel settore ricettivo isolano così da presentare ai milioni di turisti, che ogni anno arrivano in Sardegna, un modello di accoglienza e di valorizzazione dei territori che, partendo dal cibo di qualità, racconti una regione ricca di storia, tradizioni ed unicità ambientali, archeologiche e culturali. Se ne è parlato venerdì, al Conferenze center di Porto Cervo, nell’ambito del programma “Sardinia quality world” e della piattaforma di marketing territoriale “Insula”, a cui hanno partecipato gli assessori regionali dell’Agricoltura Pier Luigi Caria e del Turismo, artigianato e commercio Barbara Argiolas. Inoltre, ai lavori sono intervenuti il direttore generale dell’Agenzia regionale Laore Sardegna Maria Ibba, il sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda, il responsabile della divisione agrifood e marketing territoriale del Cipnes (organizzatore del progetto insieme alla Regione) Massimo Masia, il presidente regionale di Federalberghi Paolo Manca, il direttore generale dell’Ente nazionale per il turismo Giovanni Bastianelli, il vicepresidente del Consorzio di tutela del Pecorino romano Leonardo Tilocca ed Antonio Mura, del Consorzio di tutela del Pecorino sardo. La tavola rotonda è stata coordinata da Augusto Ditel. Nel pomeriggio, si sono tenuti anche uno show cooking ed un workshop, con la presentazione agli operatori del settore del menù di filiera sarda certificata.

«Ho sempre detto che le tre parole chiave da sfruttare al meglio in Sardegna, per creare sviluppo e nuova occupazione, sono: agroalimentare, turismo e artigianato». Così Caria, che ha aggiunto: «Valorizzare i prodotti agricoli della nostra terra, con un racconto specifico dedicato a ogni territorio di provenienza, è fondamentale per catturare l’interesse dei turisti che sempre di più sono interessati al buon cibo e alle tradizioni millenarie della sua trasformazione: dai formaggi di pecora e capra ai vini, dall’olio allo zafferano passando per il carciofo spinoso e l’agnello Igp di Sardegna, nato e allevato nelle migliori condizioni del benessere degli animali. Un agroalimentare di eccellenza quindi, che favorisca e arricchisca da un lato il programma di accoglienza turistica e che dall’altro aiuti a riscoprire e a promuovere quegli antichi mestieri dove la manualità e la sapienza dei nostri artigiani faccia da cornice a un racconto più ampio di storia, ambiente, paesaggio e identità che ancora sopravvivono alla società del consumo sfrenato. Sponsorizzare un maggior consumo dei nostri prodotti di eccellenza nel mondo ricettivo – ha concluso il titolare dell’Agricoltura – è quindi un passaggio cruciale per lo sviluppo delle nostre filiere certificate e di tutti i comparti ad esse collegati».

«Il connubio tra agroalimentare e ricettività è fondamentale – spiega Argiolas - perché la Sardegna possa proporsi sul mercato nazionale e internazionale come destinazione di qualità, attenta alla sostenibilità e associata a produzioni di eccellenza capaci di raccontare il territorio e trasmetterne storia e peculiarità. Infatti, oggi i viaggiatori non chiedono solo paesaggi incontaminati e strutture ricettive accoglienti, ma vogliono entrare in contatto e conoscere la Sardegna più autentica e ciò che ha da offrire anche sotto il profilo dei sapori e della tradizione. Per questa ragione, è importante avvicinare il mondo dell’agroalimentare e quello del ricettivo, in modo che si creino opportunità di crescita per il nostro tessuto produttivo, fatto soprattutto di piccole e micro imprese. Infatti, il turismo può aiutare a incrementare le esportazioni delle nostre produzioni e avere un impatto sul sistema territoriale, dando per esempio, al turista la possibilità di acquistare nel suo paese le specialità che ha conosciuto da noi: questa è una delle attività messe in campo dalla Regione per stimolare e favorire i processi di internazionalizzazione delle nostre aziende».

«Come Laore Sardegna – ha osservato Ibba – stiamo portando avanti da anni un’attività di promozione delle eccellenze enogastronomiche delle diverse zone dell’Isola. Lo facciamo andando sui territori e presentando le imprese che queste eccellenze producono, ma anche la filiera. Partiamo dalle materie prime e da come vengono prodotte nelle aziende agricole per proseguire poi nei punti di trasformazione dove nascono certificazioni e denominazioni di origine o comunque marchi di qualità collettivi. Oggi – ha concluso il dg di Laore – stiamo rinforzando questa promozione con il coinvolgimento di segmenti, come la ristorazione o il settore alberghiero, che possono favorire la vicinanza tra consumatore e produttore. Su questo versante si può fare ancora tanto con l’obiettivo di far conoscere ai numerosi visitatori della Sardegna le nostre eccellenze agroalimentari».

Nella foto: un momento dell'incontro
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16:04
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