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Red 14 settembre 2018
Ieri, gli agenti cinofili antidroga del Distaccamento regionale della Polizia penitenziaria, con i poliziotti penitenziari del Reparto della Casa circondariale di Badu ‘e Carros, hanno effettuato controlli sul servizio dei colloqui detenuti con i propri familiar
Nuoro: intercettata droga a familiari di detenuti


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NUORO – Ieri (giovedì), gli agenti cinofili antidroga del Distaccamento regionale della Polizia penitenziaria, su disposizioni del Nucleo regionale cinofili del Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria della Sardegna, con i poliziotti penitenziari del Reparto della Casa circondariale di Badu ‘e Carros, a Nuoro, hanno effettuato controlli sul servizio dei colloqui detenuti con i propri familiari. Durante i controlli, all’ingresso della sala colloqui, il rottweiler Jedro ha segnalato la madre di un detenuto, che è stata subito controllata, ma senza esito positivo.

E' stata controllata anche la sua autovettura, dove sono state trovate varie dosi di cocaina e hashish, subito sequestrate. Nell’auto, c'era un altro familiare, che è stato identificato e poi, con gli altri, segnalato all’Autorità giudiziaria per possesso di sostanze stupefacenti. L’attività di polizia è stata coordinata dal comandante di Reparto e dal sottufficiale responsabile del servizio colloqui detenuti.

“Ottimo lavoro della Polizia penitenziaria a Badu ‘e Carros – dichiara il segretario generale aggiunto Giovanni Villa - e noi riconoscendone la professionalità non possiamo far altro che complimentarci con tutti. Già lo dissi tempo fa e lo ribadisco oggi; come pretendono che il sistema penitenziario, già in difficoltà per svariati motivi che tutti sapete, basti pensare alla carenza di donne e uomini in divisa, strumenti, mezzi e risorse finanziarie, funzioni in modo ottimale, se anche i familiari dei detenuti ci remano contro facendo di tutto per far avere la droga ai loro parenti ristretti. Non si rendono conto che così facendo peggiorano solo la situazione di entrambe le parti. mi viene da pensare a una qualche forma più restrittiva sui colloqui familiari e cioè chi viene trovato in possesso di droga entrando ai colloqui appunto non venga più autorizzato all’ingresso in carcere. Non so se potrebbe essere un deterrente – conclude Villa - ma sicuramente così come è oggi non è migliorativo. Concludo chiedendo all’amministrazione di porre la giusta attenzione verso questi operatori della sicurezza finanche per dar loro un giusto riconoscimento”.
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