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Federico Carboni 20 ottobre 2018
Cra, rifiuti, politica, migranti, tasse, turismo, adesso Ryanair. Nessun settore si salva più. Anche Alghero impara a convivere all'era dei social e della comunicazione da tastiera. Alcuni hanno parlato in passato di aumenti Tari, servizio nettezza urbana disastroso e città sporca. Polemiche sbalorditive: il decoro della città dovrebbe essere un obiettivo comune che dovrebbe unire le forze non dividerle. Anche perchè tutti ricordano l´escalation vissuta dalla città. Poi c'è il caso Ryanair che insegna.
Le fake che fanno impallidire il web


I politici (la politica) di Alghero si confermano unici. Che il clima di perenne scontro alimenti polemiche spesso pretestuose è cosa risaputa e abbastanza normale per la litigiosa comunità algherese. Ma che potesse diventare oggetto di scontro tra ex amministratori pubblici e attuali governanti la gestione della nettezza urbana è davvero cosa alquanto sbalorditiva. Si, perché il decoro della città dovrebbe essere un obiettivo comune, che dovrebbe unire le forze più che dividerle. Un po come le politiche di pianificazione, la programmazione urbanistica che disegna la crescita del territorio e da garanzie di futuro ai nostri figli. Argomenti tabù per gli algheresi. Argomenti tabù per i politici algheresi, impegnati in piccole e ininfluenti guerre di posizione per assicurarsi una effimera rendita. E' capitato per gli ex amministratori di destra, rischia di capitare per quelli più a sinistra.

Ma sul versante rifiuti tutti ricordano l'escalation vissuta dalla città negli ultimi dieci-quindici anni. Con fatica infatti, dopo una serie di infiniti passaggi e probabilmente molti errori commessi, la città esce a piccoli passi da quello che il Quotidiano di Alghero ha più volte ribattezzato negli anni, senza paura di incorrere in errore perché dettagliatamente documentato, un vero e proprio incubo. Ecco l'immagine simbolo: 14 agosto del 2007, alle ore 11,30 di mattina, il campanile della Cattedrale di Santa Maria sfregiato da una montagna di spazzatura. Non una giornata qualsiasi di una qualsiasi stagione: Ferragosto. Ma simili situazioni erano presenti un po ovunque. Erano gli anni più bui per l'immagine della Riviera del Corallo. E molti degli allora amministratori oggi continuano a fare politica.

Immagini difficili da dimenticare per tutti gli algheresi e i turisti che ritornavano da Mugoni con impressi i laceranti flashback della stradina d'ingresso all'arenile: una discarica a cielo aperto. Oggi, fortunatamente, la situazione non è neanche lontanamente paragonabile. C'è ancora molto da fare sotto tutti i punti di vista: azienda, amministrazione e residenti. La speranza è che cresca quel sentimento spesso inutilizzato da molti cittadini e che la coscienza civica prevalga. Perché ciò che spesso si sente ripetere come un ritornello ormai stonato - serve il contributo di tutti - mai come in questo caso è probabilmente alla base di un futuro migliore. Futuro che, al pari della città, è di tutti, non di questo o quel politico. Di una parte o l'altra. Ecco perchè Alghero ha bisogno di una classe politica che pensi in maniera differente. Come è possibile che il dibattito sui social e molte delle dichiarazioni che rimbalzano quasi impazzite siano tanto lontane dalla realtà e infarcite di fake che fanno impallidire il web?

Ryanair docet. Ci riserviamo, aspettiamo come si conclude la trattativa in corso tra Sogeaal (società fino a due anni fa tecnicamente fallita e riacciuffata dai capelli grazie ad una iniezione non indifferente di denaro pubblico/privato) e irlandesi. Ma la lezione, probabilmente, c'è già: O'Leary utilizza in maniera formidabile la comunicazione facendo leva sul territorio, incutendo timori, lanciando allarmi mirati alla destabilizzazione come spesso ha fatto in tante realtà e Alghero, i politici di Alghero cosa fanno? Quello che purtroppo ci hanno abituato, ci cascano. Tutti, strumentalizzando a piene mani ogni singola parola nonostante, fino ad oggi, le uniche certezze confermino, anzi aumentino i collegamenti del 2018 e addirittura un sindaco, evidentemente spettatore come lo sarebbe chiunque in casa d'altri e con il portafoglio di altri, si lasci andare a dichiarazioni evidentemente fondate che parlano di «fasi delicate in trattative delicate» e di «turbolenze alle quali il territorio dovrebbe essere abituato». Concetti abbastanza semplici per chiunque si vanti di (voler o poter) amministrare una città come una azienda (privata o pubblica).
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