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Red 19 giugno 2018
Gerrei e Sarrabus, tra mare e monti, con uno sguardo all´aerospazio. «Col binomio costa-interno, si può costruire il futuro», dichiara l´assessore regionale della Programmazione Raffaele Paci
Programmazione territoriale: incontro a Muravera


MURAVERA - L’integrazione fra il mare del Sarrabus e le zone interne del Gerrei è il cuore del progetto “Le terre del Flumendosa tra mare e monti”, presentato ieri (lunedì), all’assessore regionale della Programmazione Raffaele Paci, all’interno della programmazione territoriale della Regione autonoma della Sardegna, nell’aula consiliare del Comune di Muravera. Il tavolo avviato è allargato al partenariato economico e sociale, per coinvolgere pienamente gli imprenditori locali considerati indispensabili nella realizzazione dei progetti. Le due Unioni, che hanno deciso di presentare insieme il progetto, includono quattordici Comuni per un totale di oltre 29mila abitanti. Unione dei Comuni del Gerrei (capofila): Armungia, Ballao, Escalaplano, Goni, San Basilio, San Nicolò Gerrei, Sant’Andrea Frius, Silius e Villasalto. Unione dei Comuni del Sarrabus: Castiadas, Muravera, San Vito, Villaputzu; Villasimius.

«È solo nel binomio interno-costa che la Sardegna può costruire il suo futuro, per contrastare un fenomeno di spopolamento che riguarda tutto il mondo ma che certo non vogliamo accettare - ha dichiarato Paci - Noi vogliamo puntare su un turismo sostenibile, che porti qualità, che rispetti l’ambiente. Turismo che non sarebbe possibile, se non avesse un entroterra altrettanto solido, con tradizioni uniche, con prodotti dell’agroalimentare eccellenti, che possiamo offrire ai turisti di tutto il mondo. Mare, tradizione pastorale, e poi altissima tecnologia grazie all’aerospazio, che qui trova un habitat ideale con lo sviluppo di tecniche utilissime per fini civili, penso per esempio all’agricoltura di precisione o al monitoraggio delle condizioni meteo. Allora bisogna puntare sul turismo per avere visitatori almeno 7-8mesi all’anno, tenendo aperte le strutture ricettive e le attività commerciali il più possibile, per offrire ai turisti i servizi che cercano». Favorire le sinergie tra la costa e l’interno, migliorando l’attrattività e la competitività del territorio delle due Unioni di Comuni, valorizzando le potenzialità ambientali e culturali. Questo l’obiettivo del progetto, che si declina in cinque azioni principali: valorizzazione del settore zootecnico-agroalimentare e delle produzioni tipiche; creazione di percorso storico-archeologici, naturalistici e recupero del patrimonio storico; miglioramento e diversificazione dell’offerta turistica; riorganizzazione e miglioramento dei servizi a favore delle comunità; potenziamento delle aree industriali esistenti che favorisca l’insediamento anche di importanti aziende ad elevato valore tecnologico.

Il vicepresidente della Regione ha poi esortato a consorziarsi, a fare filiera, ad unire le forze per portare i prodotti della Sardegna sui mercati internazionali, «perché solo facendo sinergia si possono ottenere quei numeri che il mercato richiede, per raggiungere centinaia di milioni di potenziali clienti a prodotti esclusivi come i nostri». Ed ancora, la necessità di una burocrazia diversa grazie ad una non facile rivoluzione culturale, «perché così non è più possibile garantire i tempi rapidi che vogliamo, e le imprese non possono subire ritardi inaccettabili». Infine, i trasporti, “che stanno andando meglio, ma non riescono a garantire i posti che servono. Sembra quasi che l’Europa non si renda conto che siamo un’isola e che non abbiamo alternative all’aereo, e nel momento in cui Bruxelles continua a non accettare i nostri bandi, noi non possiamo andare avanti. Quindi, ci vuole una forte mobilitazione in Europa, dove non c’è alcun riconoscimento dell’insularità, insieme alla garanzia di più risorse da parte del Governo. Noi continueremo a fare la nostra parte per vedere riconosciuti i nostri diritti”, ha concluso Paci. Avviata dalla Giunta a metà del 2015, mette in campo 350milioni di euro. Sono nove i progetti già chiusi e finanziati per un totale di 130milioni di euro con quattordici Unioni e 110 Comuni coinvolti. Altri undici progetti sono avviati o in fase di co-progettazione (sedici Unioni e 139 Comuni coinvolti), cinque in fase di avvio (cinque Unioni e trentacinque Comuni coinvolti). Complessivamente, parliamo di ventiquattro progetti con trentacinque Unioni, 284 Comuni e 950mila cittadini coinvolti, cioè il 90percento dei 293 Comuni sardi, che hanno i requisiti per partecipare alla programmazione territoriale. Oltre il 70percento degli interventi vede già realizzate le gare di progettazione esecutiva. In Alta Gallura e Parte Montis, alcuni interventi sono stati già appaltati ed aggiudicati i lavori. I progetti, per mantenere i finanziamenti, devono essere realizzati in trentasei mesi.

Nella foto: un momento dell'incontro
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