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Olbia 24notizienuoroCronacaSanità › Trichinella ad Orgosolo: positivi tre gruppi su quattro
Red 8 febbraio 2018
Positivi alla trichinella tre gruppi su quattro di campioni prelevati dai suini abbattuti ad Orgosolo nell’ultimo mese. Allerta massima della Regione: «non consumate carni non certificate». L´assessore regionale della Sanità Luigi Arru agli allevatori abusivi: «consegnate i maiali»
Trichinella ad Orgosolo: positivi tre gruppi su quattro


ORGOSOLO - Tre dei quattro gruppi di campioni prelevati dai suini bradi illegali abbattuti ad Orgosolo nelle ultime settimane sono risultati positivi ai controlli sulla trichinella, effettuati nei laboratori dell’Istituto zooprofilattico sperimentale. Dopo gli interventi di depopolamento di maiali bradi ed alle analisi effettuate su questi animali sta emergendo un quadro preoccupante sulla presenza della malattia fra suini domestici e cinghiali. La comunicazione è stata data ieri (mercoledì), durante una conferenza stampa tenuta nella sede dell’Assessorato della Sanità a Cagliari, dall’assessore Luigi Arru, dal direttore generale dell’Istituto zooprofilattico sperimentale Alberto Laddomada e dal direttore del Servizio sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare Daniela Mulas.

«Non vogliamo alimentare alcun allarmismo – ha precisato Arru – ma lanciare un appello forte affinché tutti collaborino: dai consumatori a chi detiene maiali irregolari e privi di controlli sanitari. Continuare con il pascolo brado in questo momento significa continuare ad alimentare la trichinella, la peste suina africana e tante altre malattie. Interrompere questa pratica è quindi passaggio fondamentale per evitare dei danni alla salute dei cittadini”. L’assessore ha poi lanciato un appello ancora più forte: “Coloro che hanno suini non registrati li consegnino o li mettano a disposizione dell’autorità pubblica e veterinaria, troveremo le modalità giuste per favorire quest’operazione. La sanità animale in determinati territori è talmente compromessa che, per quanto riguarda la Psa, l’unica soluzione possibile è il depopolamento dei maiali. Per combattere la peste suina africana, infatti, non esistono vaccini o cure. Questa – ha concluso Arru – non è una battaglia contro una cultura o contro le comunità delle zone interne, ma è una battaglia di crescita dove l’obiettivo è creare una filiera del suino controllata, che possa permettere alle nostre carni di essere vendute ovunque senza alcun embargo. Liberare il comparto suino da quarant'anni di Psa potrà permettere di creare nuove economie e occupazione soprattutto nelle zone rurali della Sardegna». «La preoccupazione per il ritrovamento della trichinella è massima. Lo è ancor di più, perché a seguito degli abbattimenti di maiali allo stato brado illegale, iniziati ai primi di dicembre, è molto probabile che siano state fatte macellazioni clandestine di suini irregolari e che queste carni siano state trasformate in salumi o congelate” - ha dichiarato Laddomada, che ha aggiunto - Quello che sta facendo la Regione oggi nell’ambito dell’eradicazione della Psa non è mai stato fatto prima: sia in sul piano del contrasto al pascolo brado illegale, sia sul monitoraggio della malattia nei cinghiali che sugli altri strumenti messi a disposizione per l’emersione dall’irregolarità». Il direttore generale dell’Izs ha poi ricordato che diciannove dei venti gruppi di maiali bradi sottoposti a controllo di laboratorio, in queste ultime otto settimane, sono risultati sieropositivi alla Psa con percentuali che in media si attestano sul 75percento.

«Su carni non controllate dal punto di vista sanitario non c’è modo di evitare possibili infezioni da trichinellosi. Non sono infatti sufficienti salatura o cottura – ha detto Mulas, che ha precisato - Noi tuteliamo la salute dei cittadini, ma per farlo abbiamo bisogno della loro collaborazione. Per questo, è fondamentale che si vada ad acquistare carni e salumi nelle strutture che sono registrate e che sottopongono i loro prodotti a tutti i controlli igienico sanitari. I maiali colpiti dalla malattia, visti dall’esterno, non mostrano alcun sintomo che possa far dubitare sulle reali condizioni di salute». Sempre ad Orgosolo, in località Fundales, il 14 gennaio, le compagnie di caccia del paese avevano catturato dei cinghiali in cui, dopo le analisi programmate dall’Udp, era stato ritrovato il pericolosissimo parassita della trichinella. Durante un’altra battuta di caccia, un cinghiale abbattuto il 28 gennaio nelle campagne di Orgosolo, in località Maheddu, era risultato positivo alla malattia. Sui maiali domestici, la trichinella era stata rinvenuta sui capi allo stato brado illegale abbattuti il 9 gennaio, sempre a Orgosolo, in località Pradu. In quell’occasione, due macro-campionature effettuate su 112 campioni erano risultate positive. Alla luce di questi risultati, appare chiaro che i maiali allo stato brado presenti nelle campagne di Orgosolo sono contaminati in forma massiva, con tutto quello che ne consegue in termini di rischio per le persone che si alimentano con carni e salumi non controllati.
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