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Red 10 settembre 2017
Martedì 12 settembre, alle ore 18, a Lo Quarter, è in programma la “Chiusura dell’anno Toda”, con una conferenza sul diplomatico catalano (a 130 anni dopo la sua prima visita) ed i suoi legami con la Sardegna e la proiezione del documentario “Les 7 vides d’Eduard Toda”. Successivamente, nella Torre di Sulis, s’inaugurerà la mostra “Eduard Toda: la revelació de l’Alguer”
Cultura: Eduard Toda ritorna ad Alghero


ALGHERO - Martedì 12 settembre, alle ore 18, a Lo Quarter di Alghero, si terrà la “Chiusura dell’anno Toda”, con una conferenza sul diplomatico catalano e i suoi legami con la Sardegna e la proiezione del documentario “Les 7 vides d’Eduard Toda”. Successivamente, nella Torre di Sulis, s’inaugurerà la mostra “Eduard Toda: la revelació de l’Alguer. Quest’anno, ricorrono i 130 anni dalla prima volta che arrivò in Sardegna (sbarcò a Porto Torres alle 8 del 31 maggio 1887), Eduard Toda i Guel, il diplomatico catalano che fu inviato nell’Isola negli anni tra il 1887 ed il 1893. Durante il suo soggiorno in Sardegna, a volte sorprendente, Toda seppe risvegliare la coscienza catalana di Alghero e fece conoscere in Catalogna la città e la sua peculiarità linguistica e culturale, soprattutto attraverso il libro “L’Alguer. Un poble català d’Itàlia” (Alghero. Un popolo catalano d’Italia).

Eduard Toda i Guell è una delle figure più interessanti e di spicco nella lunga lista di figli illustri della città di Reus, tra cui figurano il pittore Marià Fortuny e l’architetto Antoni Gaudí, con alcune caratteristiche molto speciali. Una figura polifacetica, la sua infaticabile attività come console, scrittore, egittologo, storico, attivista culturale, gestore e difensore del patrimonio storico e artistico, fu di molto rilievo nella sua epoca e fa di lui un referente importante all’interno del movimento di rinnovamento culturale della Catalogna. In occasione della commemorazione del 75esimo anniversario della sua morte, il Comune di Reus, con la collaborazione della Diputació de Tarragona e del Departament de Cultura della Generalitat de Catalunya, ha allestito una ricca mostra temporanea, al Museo Archeologico Salvador Vilaseca.

La mostra, che verrà inaugurata ad Alghero martedì, con la collaborazione del Comune e della Fondazione Alghero), è una versione speciale ridotta, abbastanza dettagliata e per ciò che riguarda la Sardegna persino ampliata, che è stata elaborata partendo dalla mostra originale e preparata per essere itinerante. L’esposizione, intitolata “Eduard Toda i Güell (1855-1941): la revelació de l’Alguer”, è costituita da otto pannelli, con testi ed immagini, che ripercorrono le differenti tappe della vita di Toda: la sua nascita e gioventù a Reus ed a Madrid (1855-1875); il suo soggiorno come viceconsole in Cina (1876-1882); il suo ritorno in Catalogna ed il suo viaggio in Egitto (1883-1887); il suo rapporto diretto con la Sardegna, con la rivelazione di Alghero e la diffusione di argomenti sardi e algheresi (1887-1903), gli ultimi anni della sua lunga e varia carriera consolare, il ritorno in Catalogna, il recupero di Escornalbou, il restauro di Poblet (1889-1941) ed una vasta e contestualizzata cronologia del personaggio.

Durante la serata, verrà proiettato (dopo essere stato visto in diverse località della Catalogna) il documentario di Toni Orensanz, Ramon Masip i Manuel Vinuesa “Les 7 vides d’Eduard Toda” (sottotitolato in italiano), in cui anche la città di Alghero e la sua gente è protagonista. La delegazione catalana che visiterà Alghero per questo importante evento sarà rappresentata da Jusèp Boya (direttore dell’Agenzia catalana del patrimonio culturale della Generalitat de Catalunya), Jordi Agràs (direttore della cultura della Generalitat a Tarragona), Josep Poblet (presidente della Diputació de Tarragona), Joan Olivella (deputato presidente della cultura della Diputació de Tarragona), Carles Pellicer (sindaco di Reus) e Montserrat Caelles (assessore alla Cultura di Reus, Capitale della cultura catalana 2017).

Nella foto: Eduard Toda i Guel
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