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Mariangela Pala 5 settembre 2017
Un dissalatore come fonte idrica alternativa da realizzare nella zona industriale di Porto Torres. La proposta è stata avanzata dal consigliere nazionale del Partito sardo d’Azione, Gavino Gaspa in occasione della presentazione pubblica presso la sala Filippo Canu, dello studio di impatto ambientale relativo alla realizzazione dell’impianto di fotovoltaico dell’Eni
Un dissalatore contro la crisi idrica: proposta Psd’Az


PORTO TORRES - Un dissalatore come fonte idrica alternativa da realizzare nella zona industriale di Porto Torres. La proposta è stata avanzata dal consigliere nazionale del Partito sardo d’Azione, Gavino Gaspa in occasione della presentazione pubblica dello studio di impatto ambientale relativo alla realizzazione dell’impianto di fotovoltaico dell’Eni, tenutasi presso la sala Filippo Canu. L’ex assessore comunale all’Ambiente ha presentato l’idea, accolta con favore dai rappresentanti delle società del gruppo Eni (Syndial e Versalis)presenti nella sala, i quali hanno fatto sapere che si tratta di un progetto già inserito nella loro agenda sulla quale la società ha deciso di investire.

Come più volte dichiarato dai vertici dell’Eni, la centrale a biomasse non verrà più realizzata, i 230 milioni di euro ad essa destinati devono essere investiti in impianti e opere da realizzarsi nell’area della Marinella. «Vista la crisi idrica che attanaglia la Sardegna e che sta mettendo in seria crisi popolazioni e comparto agricolo sardo, perché - propone l’esponente Psd’Az - non pensare di destinare quelle risorse in interventi di grande impatto sociale, come la ricerca su fonti idriche alternative ed, eventualmente, nella realizzazione di un moderno “dissalatore”».

Le tecniche utilizzate in impianti di dissalazione si sono evolute notevolmente e sono sostanzialmente due: utilizzo di scambi termici per la produzione di calore (processo di distillazione “multiflash”) e quello a osmosi inversa, che richiede un importante quota di elettricità. «Nel nostro territorio non mancano certo le materie prime – spiega l’ex assessore Gaspa - acqua calda, vapore e impianti di produzione di energia, sia da fonti fossili che rinnovabili; oltre a professionalità, competenze e know-how per la costruzione di impianti di quel tipo». Nella centrale di Fiume Santo vi è una grande produzione di acque da raffreddamento, che dopo aver opportunamente e costosamente abbattuto il loro alto valore termico, finiscono il ciclo produttivo disperdendosi in mare.

Il gruppo Eni sta per costruire un nuovo impianto di produzione di energia fotovoltaica da 31 Megawatt, di cui il 70% sarà destinato ai clienti industriali del sito ed ha più volte dichiarato che punta a creare un polo d’eccellenza per le energie rinnovabili nelle aree compromesse del sito di Porto Torres. «Perché non pensare, quindi, di inserire nell’aggiornamento del Protocollo d’intesa del 2011, l’utilizzo delle somme a suo tempo previste - aggiunge Gavino Gaspa - e non più spendibili per motivazioni plausibili, nel supportare progetti di ricerca su fonti idriche alternative e per la costruzione di un moderno ed efficace impianto di dissalazione. Dissalatore che, oltre a combattere il fenomeno della desertificazione crescente, proietti il nostro territorio verso un futuro moderno, sostenibile e con diverse centinaia di disoccupati in meno».
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