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Red 4 settembre 2017
Per i migranti presenti nel territorio regionale sarà possibile svolgere attività di volontariato sociale. E’ un’iniziativa voluta dalla Giunta Pigliaru e prevista nel Piano per l’accoglienza dei flussi migratori non programmati che l’Esecutivo regionale ha approvato a giugno
«Attività per favorire l´inclusione»


CAGLIARI - Per i migranti presenti nel territorio regionale sarà possibile svolgere attività di volontariato sociale. E’ un’iniziativa voluta dalla Giunta Pigliaru e prevista nel Piano per l’accoglienza dei flussi migratori non programmati che l’Esecutivo regionale ha approvato a giugno. Nel sito internet dell’Osservatorio interregionale cooperazione e sviluppo è stata pubblicata la manifestazione di interesse per la presentazione di progetti sperimentali per realizzare attività di pubblica utilità promosse dai Comuni con le associazioni e gli enti gestori delle strutture straordinarie di accoglienza. La Protezione civile della Regione Sardegna, parte integrante del gruppo interassessoriale che segue da vicino le questioni legate all’accoglienza ed all’inclusione, nonché soggetto istituzionale che offre un importante supporto professionale e logistico per l’organizzazione dei servizi di assistenza ai migranti al loro arrivo in porto, avrà il coordinamento dell’attività. Possono presentare progetti sperimentali i Comuni in cui sono operativi Centri di accoglienza straordinaria che operano secondo le procedure definite dalle Prefetture.

«E’ un intervento - sottolinea l’assessore regionale degli Affari generali Filippo Spanu - che realizziamo con il fondamentale sostegno dell’Anci per migliorare il processo di inclusione. Per i migranti, è l’occasione di restituire quello che la Sardegna ha dato loro, dal momento della prima accoglienza sino alla successive fasi dell’ospitalità. Potranno svolgere attività di volontariato in campi di pubblica utilità e offrire un utile contributo ai territori in cui vivono. Abbiamo sempre sostenuto il modello dell’accoglienza diffusa in grado di agevolare la reciproca conoscenza e l’integrazione. Con i progetti, si intende raggiungere uno scopo sociale per promuovere le relazioni tra gli stessi migranti e le comunità preferibilmente nei campi della salvaguardia dell’ambiente e della cura del verde, della tutela e cura dell’arredo urbano, del patrimonio storico, artistico e culturale e degli ambienti dedicati al tempo libero e allo sport. Inoltre vengono contemplate attività con le Pro Loco e altre iniziative finalizzate alla conoscenza dei modelli educativi dei territori».

I migranti dovranno svolgere l’attività su base volontaria e gratuita, da un minimo di sei ad un massimo di quindici ore settimanali, ed il soggetto organizzatore dovrà garantire adeguata formazione e protezione contro gli infortuni. E’ necessario che i migranti, ospiti dei Centri di accoglienza straordinaria, abbiano raggiunto la maggiore età e presentato l’istanza per il riconoscimento della protezione internazionale o che siano in attesa della definizione del ricorso in caso di impugnativa della decisione negativa della competente Commissione territoriale. I Comuni che intendono partecipare potranno presentare le proposte entro le ore 12 di sabato 30 settembre. I progetti saranno esaminati, entro trenta giorni dalla presentazione, da un’apposita commissione. Il documento con la manifestazione di interesse è visibile sulla home page del sito internet Oics, nella sezione Bandi.

Nella foto: l'assessore comunale Filippo Spanu
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