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Olbia 24notiziesassariPoliticaSicurezza › «In Sardegna manca da troppo il garante detenuti»
Red 29 agosto 2017
Visita nelle case circondariali di Tempio Pausania e di Sassari per la CarovanaXlaGiustizia: «2milioni di euro annui totali per raggiungere tutti gli scopi della legge, ma nessuno li ha mai visti», hanno dichiarato i rappresentanti del Partito Radicale
«In Sardegna manca da troppo il garante detenuti»


SASSARI - Sono centotrenta le sottoscrizioni alla proposta di legge di iniziativa popolare per la separazione delle carriere dei magistrati raccolte dalla delegazione del Partito Radicale in visita ieri (lunedì) al carcere sardo di Sassari. Invece, centotre quelle raccolte nel carcere di Tempio Pausania, dove centosettanta detenuti hanno anche aderito ad agosto al Grande Satyagraha promosso dal Partito Radicale. Si tratta di un'iniziativa non violenta che consiste nel digiuno, nello sciopero della spesa e nel rifiuto del carrello, finalizzata nel richiedere al più presto l’attuazione della riforma dell’ordinamento penitenziario che andrebbe ad intervenire su diversità criticità: sovraffollamento in rapida ascesa che, come ha sottolineato la radicale Rita Bernardini, «in alcune carcere raggiunge punte del 200percento; maggiore possibilità di accesso alle pene alternative, più rapporti tra detenuti e familiari, più lavoro e studio in carcere, più cure».

Con la delegazione radicale, era presente anche il presidente dell’Unione delle Camere penali di Tempio Pausania, avvocato Domenico Putzolu, che ha dichiarato «la giornata è stata molto fruttuosa, perché abbiamo raccolte le firme dei detenuti, che sono il punto di arrivo della vicenda processuale, sono coloro che, anche loro malgrado, vanno a valutare e talvolta a patire quelle che possono essere le disfunzioni del nostro sistema processuale. Abbiamo riscontrato grandissimo interesse per la nostra iniziativa e abbiamo raccolto un numero considerevole di adesioni alla proposta di legge. Come Camere penali, siamo grati al Partito Radicale, sempre vicino alle nostre iniziative». Matteo Angioli, membro della Presidenza del Partito Radicale, ha proseguito: «Oltre la metà dei detenuti ha firmato per la separazione delle carriere dei magistrati. Per quello che abbiamo potuto vedere è un carcere in buone condizioni, anche dal punto di vista igienico e dell’organizzazione. È importante questa sinergia che prosegue, dopo la Calabria e la Sicilia, con le Camere penali. Il supporto che il nostro partito ha dato alle Camere penali si spera diventi presto un nostro lavoro comune».

L’altro membro della Presidenza, Irene Testa, ha invece messo in evidenza come «in Sardegna manchi da anni il garante dei detenuti. Si tratta di una questione evidentemente emblematica, sulla quale da anni le istituzioni regionali della Sardegna latitano. La legge regionale del 7 febbraio 2011, n.7, che ne prevede l’istituzione insieme ad un sistema integrato di interventi a favore dei soggetti sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria non ha trovato mai applicazione dal 2011. Non si sa per qual motivo, ne se si preveda di darne attuazione in un futuro prossimo o remoto. Eppure erano stati previsti anche 2milioni di euro annui totali per raggiungere tutti gli scopi della legge, ma nessuno li ha mai visti». Ha concluso Giuseppe Pirinu, consigliere comunale di Tempio Pausania: «la nostra Amministrazione comunale aveva già organizzato all’interno del carcere un consiglio comunale aperto ai detenuti come uditori. Negli anni, si sono succedute direttrici che non hanno criminalizzato i reclusi ma hanno intrapreso la via del recupero. Il numero alto di firme raccolte sulla pdl per la separazione delle carriere (oltre 62mila ad oggi) conferma il grande interesse che c’è su questo tema della giustizia».
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