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Attilio Dedoni 21 aprile 2017
L'opinione di Attilio Dedoni
Accantonamenti, fallimento annunciato


Alla fine, persino l’assessore Paci si è dovuto ricredere e ha finito per ammettere che l’accordo firmato nel 2014 con il ministro Padoan non rappresenta la soluzione della vertenza sulle entrate erariali, come ha sempre orgogliosamente sostenuto, ma il suo fallimento. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire, ma se anche il centrosinistra avesse avuto tempo fa l’onestà intellettuale di ammettere che la vertenza non è mai stata chiusa, la Sardegna non avrebbe perso tre anni e qualcosa come 3 miliardi di euro.

L’incontro ha dimostrato che la linea del dialogo con il governo ‘amico’ non porta a nulla. Del resto, per il dialogo non c’è neanche lo spazio: la Sardegna vanta dei diritti sanciti nel proprio Statuto, che è una legge costituzionale dello Stato italiano, e già riconosciuti anche dalla Corte Costituzionale. Le quote erariali che ci spettano non possono più essere oggetto di trattativa: la Regione deve soltanto esigere i propri soldi dallo Stato debitore. Se Paci non si fosse impegnato, nell’accordo del 2014, a ritirare i ricorsi alla Consulta presentati dalla precedente Giunta regionale di centrodestra per ottenere il pagamento di quanto stabilito nell’art. 8 dello Statuto, oggi non ci troveremo in questa situazione.

Avere accettato, nello stesso accordo, il ricorso agli accantonamenti da parte dello Stato, ha di fatto messo nelle mani del Governo un nuovo strumento per non versare alla Sardegna le sue quote erariali, cioè per continuare a fare quello che hanno fatto tutti i governi, di qualsiasi colore politico, che si sono succeduti a Palazzo Chigi. E’ ora di smetterla di scendere a patti con chi si porta via i soldi dei sardi: la nostra Isola è stremata dalla crisi e dal sottosviluppo, e non ha certo bisogno di essere governata da chi si rende complice delle ingiustizie che vengono decise a Roma.

*capogruppo dei Riformatori Sardi – Liberaldemocratici in Consiglio regional
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