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Red 11 gennaio 2017
La Sardegna ha un nuovo ed aggiornato “Piano per la qualità dell’aria ambiente” approvato su proposta dell´assessore regionale dell´Ambiente Donatella Spano. L’ultimo Piano analogo risale al 2005
Nuovo Piano della qualità dell´aria per l´Isola


CAGLIARI - La Sardegna ha un nuovo ed aggiornato “Piano per la qualità dell’aria ambiente” approvato su proposta dell'assessore regionale dell'Ambiente Donatella Spano. L’ultimo Piano analogo risale al 2005. «La situazione della qualità dell'aria in Sardegna è positiva - spiega Spano - e i monitoraggi lo confermano. Questo non significa che non dobbiamo fare ancora meglio, anche alla luce dei nuovi obiettivi di efficienza energetica e Green economy e a seguito del mutato quadro normativo. Il decreto legislativo in materia, del 2010, prevede che si individuino le misure che intervengono sulle principali sorgenti di emissione e che vengano ridotti i livelli degli inquinanti, così da perseguire il raggiungimento degli standard legislativi e preservare la migliore qualità dell’aria compatibile con lo sviluppo sostenibile».

La Regione valuta annualmente la qualità dell’aria ambiente, utilizzando la rete regionale di monitoraggio e riscontrare eventuali situazioni di superamento dei valori limite di legge, dei valori obiettivo ecc. dei parametri inquinanti. La normativa vigente prevede che, nel caso in cui nelle zone o agglomerati si verifichino una o più situazioni di superamento dei valori limite o dei valori obiettivo, la Regione adotti un piano che preveda delle misure volte alla riduzione delle emissioni delle principali fonti di inquinamento così da rientrare nei valori. I dati più recenti registrati dalla rete regionale di monitoraggio, elaborati e pubblicati nella relazione annuale di qualità dell’aria (anno 2015) confermano la necessità di attenzione su alcuni parametri, in particolare in alcune zone ed agglomerati. In relazione al Pm10 (polveri sottili): Agglomerato di Cagliari, seppure in assenza di violazione del numero di superamenti massimi consentiti; area di Assemini, legati alle emissioni industriali ed al riscaldamento domestico; area di Portoscuso; area urbana di San Gavino Monreale, ubicata nella zona rurale, a causa delle concomitanti emissioni dagli impianti di riscaldamento domestici associate a fenomeni meteo climatici caratteristici del periodo che ne aggravano l’effetto. Per quanto attiene al parametro ozono necessità di attenzione richiede l’area urbana di Sassari, con il superamento del valore obiettivo; Sarroch; l’area centro settentrionale della zona rurale (Ottana e la stazione di Seulo).

Il Piano è stato redatto utilizzando le classificazioni e la zonizzazione del territorio, recentemente adeguate con delibera di Giunta. Il territorio regionale è stato suddiviso in zone omogenee dal punto di vista del carico emissivo così individuate: l’Agglomerato di Cagliari (comprendente i Comuni di Cagliari, Elmas, Monserrato, Quartucciu, Quartu Sant'Elena e Selargius), la Zona urbana (Sassari ed Olbia), la Zona industriale (Porto Torres, Portoscuso, Sarroch, Assemini e Capoterra), la Zona rurale (la restante parte del territorio) ed infine, la Zona Ozono (tutta la Regione).

Sulla base della valutazione, sono state individuate le aree di risanamento, quelle di tutela e quelle di tutela per l’ozono. L’area di risanamento è l’Agglomerato di Cagliari, in riferimento alla media giornaliera del Pm10; l’area di tutela è tutto il territorio regionale, in riferimento ad No2 e Pm10; la zona industriale, in riferimento a So2 e Cd; la zona industriale ed agglomerato di Cagliari, in riferimento al benzo(a)pirene. L’ area di tutela per l’ozono coincide con tutto il territorio regionale. I risultati delle analisi mostrano che nell’agglomerato di Cagliari un contributo significativo ai livelli emissivi è dato dal riscaldamento domestico; infatti caminetti, stufe tradizionali e piccole caldaie sono le principali responsabili delle emissioni di particolato Pm10 (complessivamente il 56percento), Pm2,5 (64percento) e benzoapirene (83percento). Il particolato atmosferico proviene, anche se in misura minore, dall’attività portuale, dalla produzione di laterizi e calcestruzzo e da attività estrattive.

Per quanto attiene al particolato atmosferico su tutto il territorio regionale si conferma che il maggior contributo è legato alle emissioni dei caminetti e stufe tradizionali, agli incendi provocati dall’uomo e, a seguire, dalle attività produttive energetiche ed industriali. Per quanto riguarda gli ossidi di azoto l’analisi effettuata su tutto il territorio regionale mostra che le maggiori criticità, che si registrano nell’agglomerato di Cagliari e nella zona industriale, sono da attribuire al contributo emissivo dell’attività portuale, del trasporto su strade extraurbane ed urbane, delle attività industriali e delle Centrali termoelettriche. Infine, per quanto attiene al parametro ozono, le sorgenti che maggiormente contribuiscono ad aumentarne i livelli sono rappresentate da composti organici volatili non metanici, la cui principale sorgente è rappresentata dalla vegetazione, oltre che dalle attività antropiche e dalle industrie. Pertanto se si escludono alcuni impianti industriali, si osserva che le sorgenti sono uniformemente distribuite su tutto il territorio regionale.

Con il Piano si mira all’adozione di misure aggiuntive per preservare la migliore qualità dell’aria in tutto il territorio regionale con: l’incentivazione alla sostituzione dei caminetti e delle stufe tradizionali con sistemi ad alta efficienza nel settore del riscaldamento domestico; la limitazione dell’impiego di olio combustibile, di gasolio e di legna nelle caldaie e negli impianti a bassa efficienza impiegati per il riscaldamento nel terziario; disposizioni per l’abbattimento delle polveri da cave e da impianti di produzione di calcestruzzi e di laterizi; interventi in ambito portuale (porti di Cagliari ed Olbia), finalizzati all’abbattimento delle emissioni provenienti dallo stazionamento delle navi nel porto e dalle attività portuali, quali uno studio di fattibilità sull’elettrificazione delle banchine, il monitoraggio dei combustibili utilizzati dalle imbarcazioni in ingresso al porto e lo studio sulla possibilità di sostituirli con altri meno inquinanti, la razionalizzazione dei sistemi di imbarco e della logistica del traffico merci all’interno dell’area portuale ecc.; la razionalizzazione del trasporto urbano. Inoltre, sono previste campagne di sensibilizzazione ed informazione, programmi di educazione nelle scuole per approfondire con maggiore dettaglio le tematiche relative all’importanza della tutela della qualità dell’aria, i possibili effetti nocivi dell’inquinamento atmosferico e l’importanza delle scelte e dei comportamenti personali nel contribuire alla tutela dell’ambiente.

Nella foto: l'assessore regionale Donatella Spano
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