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A.B. 25 febbraio 2016
E’ in corso di deposito il ricorso davanti al Tar Sardegna dell’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, contro l’autorizzazione comunale per la realizzazione di un pontile galleggiante ed opere connesse da parte della Società Le Alghe, in località Baia degli Asfodeli–Cugnana, nel Comune di Olbia
Grig: ricorso per Baia degli Asfodeli e le sue nacchere


OLBIA - E’ in corso di deposito il ricorso davanti al Tar Sardegna dell’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, patrocinata e difesa dagli avvocati Francesco Munari ed Alessandro Dona del Foro di Genova, contro l’autorizzazione con provvedimento conclusivo del procedimento S.U.A.P. Comune Olbia n. 344 del 7 ottobre 2015 per la realizzazione di un pontile galleggiante ed opere connesse da parte della Società Le Alghe, in località Baia degli Asfodeli–Cugnana, nel Comune di Olbia. Come spiega il Grig, la piccola Baia è già interessata da una struttura di servizio alla nautica con pontile e nelle sue acque sono presenti numerosi esemplari di nacchere (Pinna nobilis),tutelate dalla direttiva n.92/43/Cee sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna e la flora. Appartiene al demanio marittimo ed è tutelata con specifico vincolo paesaggistico, nonché con vincolo di conservazione integrale.

«Eppure, con leggerezza, è stata autorizzata una nuova opera dal forte impatto ambientale – spiega Stefano Deliperi - i cui lavori sono stati avviati recentemente e procedono di buona lena». Il membro del Grig chiarisce, in sistesi, anche i diversi motivi di ricorso. «Risultano già distrutti numerosi esemplari di Nacchere; non è stata svolta la preventiva e vincolante procedura di verifica di assoggettabilità a Via, necessaria per tutti gli approdi turistici estesi meno di 10ettari (i maggiori sono sottoposti direttamente alla procedura di Valutazione di impatto ambientale); non risulta alcuna autorizzazione per la posa sui fondali marini dei necessari corpi morti per l’ancoraggio del pontile e relativa alla “immersione deliberata in mare… dei materiali inerti, materiali geologici inorganici e manufatti”, in quanto “ne sia dimostrata la compatibilità e l’innocuità ambientale”; l’autorizzazione rilasciata appare in contrasto anche con il vincolo di conservazione integrale e di inedificabilità proprio della fascia costiera dei metri 300 dalla battigia marina».

«Nel ricorso – viene spiegato ancora - è chiesta l’emanazione di provvedimenti cautelari in attesa del giudizio di merito, per evitare danni irreparabili ai valori ambientali della spiaggia». Il 2 febbraio, l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus aveva inoltrato una specifica richiesta di informazioni ambientali ed adozione degli opportuni provvedimenti coinvolgendo la Regione Autonoma della Sardegna (Direzioni generali del demanio e della pianificazione urbanistico territoriale, Servizi tutela della natura e valutazione impatti), la Gestione commissariale della Provincia di Olbia Tempio, la Soprintendenza per le Belle Arti e il Paesaggio di Sassari, l’Agenzia delle Dogane, la Capitaneria di Porto di Olbia, il Comune di Olbia, mentre è stata informata per opportuna conoscenza la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania. Il Grig, «in attesa di provvedimenti giurisdizionali favorevoli all’ambiente, auspica una rivalutazione della complessiva situazione basata in primo luogo sul buon senso, in considerazione del fatto che ulteriori strutture nautiche provocherebbero di fatto l’impossibilità di fruizione pubblica della piccola spiaggia».

Nella foto (del Grig): nacchere (pinna nobilis)
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